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L’essere umano è di sicuro la specie più longeva e più diffusa sul pianeta terra dopo i micro organismi, la sua chiave per la vittoria sulle altre specie è la sua ADATTABILITA’, il sistema umano ha nel corso dell’evoluzione in milioni di anni, sviluppato delle caratteristiche posturali che lo rendono di sicuro l’organismo più tecnologicamente avanzato sul pianeta, la stazione eretta conquistata in così tanto tempo porta enormi vantaggi che per essere mantenuti necessitano di determinate condizioni.

Come in ogni progetto ingegneristico anche la natura ha dovuto affrontare e risolvere i PROBLEMI che comporterebbe avere un corpo inserito verticalmente nello spazio, prima di poterne rendere palesi i vantaggi ed ha valutato attentamente per ogni situazione, la soluzione istologicamente più adeguata, un corpo verticale necessita di:

  • EQUILIBRIO: Essendo la base d’appoggio ristretta dal bipedismo che ha sacrificato 2 arti motrici in cambio di arti prensili, la gravità è di sicuro il primo problema da risolvere, bilanciare le masse in funzione delle forze agenti esterne è una necessità se si vuole evitare di cadere.

  • COMFORT: le strutture interne e superficiali devono garantire fra loro un certo margine di scorrimento per movimenti fluidi e senza forze di attrito che potrebbero provocare dolore e difficoltà di movimento.

  • ERGONOMIA: I movimenti impiegano l’utilizzo di energia per essere effettuati, una macchina che funzioni a dovere presenta il bisogno di compierli con il minor dispendio possibile e massimizzare gli effetti allo stesso tempo.

La combinazione nell’utilizzo dei materiali risponderà a tutto questo e quindi …..vediamo cosa la natura ha escogitato:

  • TESSUTO MUSCOLARE: Per comodità prenderemo in esame il solo tessuto muscolare scheletrico. Grazie alla capacità contrattile volontaria e la diretta comunicazione con il sistema nervoso centrale da cui è coordinato, questo tessuto è alla base della motricità, le origini e le inserzioni tendinose sulle ossa creano fulcri di leve che permettono i movimenti dello scheletro assile e di quello appendicolare.

  • TESSUTO OSSEO: lamelle circolari fittissime compongono strette trabecole in prossimità dei giunti articolari per dissipare meglio le forze ed aumentare la capacità elastica del materiale, si, le ossa possiedono elasticità, come ogni materiale che viene usato per le fondamenta delle costruzioni, un materiale rigido rischierebbe la frattura immediatamente, invece la natura ha disposto il tessuto osseo in maniera da poter garantire la solidità e allo stesso tempo un grado di elasticità per resistere alle perturbazioni esterne, la forma delle ossa risponde essa stessa a delle esigenze di mobilità e resistenza alla gravità donando ad alcune di loro forme spiroidi esattamente progettate per dissipare i carichi.

  • TESSUTO CONNETTIVO: E’ bene premettere che L’ORGANISMO NON AMMETTE SPAZI VUOTI AL SUO INTERNO se il tessuto muscolare risponde insieme al tessuto scheletrico alle esigenze dinamiche del movimento, un tessuto si occupa di evitare che la posizione eretta mantenuta per molto tempo possa provocare sovraccarichi, il CONNETTIVO si dimostra perfetto per le esigenze statiche, è economico poiché non ha necessità di spendere energia per il suo funzionamento il che lo rende perfetto per una funzione di sostegno, è plastico il che vuol dire che contrariamente al tessuto muscolare quello connettivo non possiede la capacità di ritornare alla sua posizione originale, è resistente in quanto composto prettamente da fibre di collagene ed elastina nella sua componente fibrosa e matrice extracellulare nella restante, funge da guaina di rivestimento di quasi tutto il corpo comprese situazioni microscopiche come le membrane infra muscolari, pareti esterne ed interne di vasi, nervi e tappezza ogni cavità dell’organismo; compone una fittissima rete di continuità fra i sistemi e coadiuva gli scambi cellulari.

La perfetta sinergia di questi tessuti e delle loro caratteristiche combinate rende l’organismo in grado di ottenere una stazione verticale, nei prossimi articoli spiegherò come si traduce tutto questo su un piano pratico.

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